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La Storia

L’Antica Stazione di Posta di Gliaca di Piraino è un bene di interesse storico e architettonico il cui restauro è stato completato nel 2011 dall’Azzurra Costruzione srl, attuale proprietaria. L’importante struttura sorge in località Scinà, su quella che fu una delle principali arterie di comunicazione costruite in Sicilia dall’Impero Romano, ovvero la “Consolare Antica”. Su questa grande via di comunicazione edificata dai Romani lungo la costa tirrenica vennero ben presto individuate delle fermate prestabilite chiamate “stazioni di posta”; questi luoghi di sosta si trovavano a distanza di 10-15 chilometri l’uno dall’altro, più o meno la distanza che potevano percorrere in un giorno di cammino i corrieri, i quali avevano il delicato compito di trasmettere gli ordini militari da una parte all’altra dell’Impero.

L’impostazione stabilita dai Romani rappresentò la base di quello che, nei secoli a venire, diventerà il più efficiente “servizio postale” nella fascia costiera da Messina fino a Palermo, ma è con la dominazione spagnola che fra il XVI e XVII secolo prende forma l’attuale struttura.

Gli spagnoli tennero fede all’organizzazione romana, adottandola alle nuove esigenze legate al trasporto di passeggeri e merci a cavallo, mediante il servizio di carrozze o diligenze.

Distinsero così i luoghi di sosta in “locande”, ovvero fermate intermedie che consentivano un limitato riposo ai cavalli nonché la possibilità del ristoro per vetturini e passeggeri, e “stazioni di posta” come quella di Scinà dove oltre al ristoro era possibile pernottare, ferrare o addirittura cambiare cavalli e riparare eventuali danni alle vetture.

L’importanza di questa stazione si evince anche dall’architettura della costruzione: al piano terra, nell’ala ovest si trovava l'ambiente del ristoro con le cucine, le stalle per il riposo dei cavalli stanchi e per quelli freschi che dovevano sostituire i primi; accanto alle stalle le grandi mangiatoie ancora oggi presenti nella relativa sala della “Mangiatoia”, attorno alle quali potevano rifocillarsi più di venti cavalli; inoltre esisteva anche un’officina da maniscalco dove era possibile sostituire i ferri agli zoccoli dei cavalli o fare delle riparazioni alle vetture. Il primo piano era preparato in modo che vetturini e passeggeri potessero dormire la notte, dato che il traffico di passeggeri e merci era molto intenso.

Le vicende legate alla proprietà del feudo di Piraino non intaccarono la crescente rilevanza strategica della “stazione di posta” di Scinà; lo stesso Vincenzo Denti e Averna, Barone del Cellaro e di Castellazzo, XI Barone di Rayneri, nominato il 19 luglio 1656 Duca di Piraino dal Serenissimo Re Filippo IV di Spagna, decise di ampliare l’edificio costruendovi accanto la propria residenza estiva e una chiesa, edificata in onore di Santa Rosalia. Purtroppo niente di queste costruzioni rimane oggi a testimonianza, salvo lo stemma nobiliare presente tuttora sul portone dell’ingresso principale.

L’abbandono della costruzione ebbe inizio presumibilmente dopo il 1829, quando con una sentenza Borbonica tesa a punire le famiglie che appoggiarono i primi moti rivoluzionari, i Duchi Denti furono espropriati di tutti i loro beni e la Stazione di Posta fu ufficialmente abolita. Una sorte segnata ancor più dall’avvento della ferrovia alla fine del XIX secolo, cui fu affidato il servizio postale, segnando il definitivo decadimento della struttura.

I lunghi decenni trascorsi fra incuria ed oblio, ridussero quella che fu una fondamentale struttura nevralgica per le comunicazioni lungo la costa tirrenica siciliana in un ammasso di macerie; soltanto l’amore per la storia del proprio territorio unite alle capacità di un’impresa edile attiva dal 1985 come l’Azzurra Costruzioni, decisa a recuperare un patrimonio altrimenti perduto, hanno permesso di ridare vita ad un antico edificio, conservando il suo aspetto originario e la sua antica funzione di convivialità ed ospitalità.

Oggi l’Antica Stazione di Posta dei Denti è tornata a vivere, diventando il teatro esclusivo in cui organizzare eventi che lasciano ricordi indelebili nella memoria di chi li ha vissuti.

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